Capitolo Secondo

Nascita, evoluzione e struttura organizzativa dell'ASEAN

"L'Oriente è l'Oriente, e l'Occidente è l'Occidente, e i due non si incontreranno mai".

Rudyard Kipling

2.1 Nascita dell'ASEAN

A dieci anni dalla firma del Trattato di Roma, istitutivo della Comunità Economica Europea, da parte di sei paesi europei (Belgio Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Repubblica Federale Tedesca), un numero quasi analogo di stati neoindipendenti del Sud-est Asiatico (Indonesia, Filippine, Malaysia, Singapore e Thailandia) decretarono, con la sottoscrizione della Dichiarazione di Bangkok (8 agosto 1967), la nascita di un nuova organizzazione regionale, l'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico.

La formazione dell'ASEAN rappresentò, a tutti gli effetti, la conferma dell'indipendenza e della maturità politica dei paesi fondatori. Essa era, difatti, la prima organizzazione regionale non fallimentare che non includesse e non fosse sponsorizzata da alcuna superpotenza.

Essa, inoltre, non assumeva nei confronti degli altri paesi sudorientali un atteggiamento di chiusura ma prevedeva nella stessa dichiarazione costitutiva (punto 4) la partecipazione e la possibilità d'adesione a quelle di esse che avessero condiviso gli stessi principi ispiratori.

Le ragioni sottese al compimento di questo importante passo, all'indomani del fallimento di precedenti tentativi di coesione regionale, furono prevalentemente di ordine politico ed economico.

Gli obiettivi delle nazioni ASEAN furono essenzialmente tre:

1) promuovere, attraverso l'implementazione di programmi di cooperazione, lo sviluppo economico, sociale e culturale della regione.

2) salvaguardare la stabilità economica e politica della regione dalla concorrenza delle grandi potenze.

3) servire come foro di discussione per la risoluzione di questioni infraregionali.

Qui di seguito saranno analizzate più dettagliatamente le ragioni politiche ed economiche che hanno determinato la nascita dell'ASEAN.

2.1.1 Ragioni politiche

Tra l'insieme di ragioni che hanno determinato il sorgere dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico quelle di ordine politico hanno inciso in maniera prevalente. Esse sono maturate in virtù dello scenario, caratterizzato da forte turbolenza ed instabilità, sviluppatosi in questa regione, in particolar modo tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60.

In questa fase, infatti, questa regione era teatro di conflitti ed instabilità provocate dall'insorgere di nazionalismi locali, dal confronto tra potenze esterne (Guerra Fredda), dall'influenza dell'ideologia comunista cinese e dalla nascita di nuovi stati neoindipendenti ancora incerti dell'indirizzo politico da imprimere alle proprie istituzioni.

Emblematico di questa situazione di profonda instabilità era il conflitto della Malaysia (1963-1966), sorto a causa della politica di espansione indonesiana condotta ai danni della Malaysia, appena nata dalla federazione con il Regno Unito, al fine di creare una zona di egemonia economica e politica nell'area del Borneo.

In questo contesto storico, caratterizzato da forte turbolenza politica, il desiderio di una maggiore stabilità regionale e la necessità di istituire un foro di discussione atto a risolvere controversie territoriali e di confine divennero elementi cruciali per la creazione dell'Associazione.

2.1.2 Ragioni economiche

Le ragioni economiche sottese alla creazione dell'ASEAN erano altrettanto importanti di quelle politiche. Nel periodo successivo alla firma della dichiarazione di Bangkok, infatti, le nazioni sudorientali si trovavano di fronte alle sfide poste da un'economia internazionale in profonda trasformazione.

In primo luogo, la conclusione della Seconda Guerra Mondiale aveva palesato l'indebolimento delle economie europee, tradizionali potenze economiche. Contemporaneamente, era emerso il ruolo predominante dell'economia americana.

In secondo luogo, l'inizio della Guerra Fredda aveva provocato la spaccatura del mondo in due blocchi, caratterizzati da sistemi economici radicalmente diversi, e aveva imposto alle singole nazioni di scegliere quale modello economico adottare.

In terzo luogo, si assisteva alla nascita di forme organizzate di integrazione economica internazionale (come la CEE nel 1957), che rappresentavano una sfida importante per i paesi ancora arretrati economicamente.

Le nazioni del Sud-Est Asiatico, ancora in fase di industrializzazione e caratterizzate dall'economia prevalentemente agricola, temevano di restare ai margini del commercio mondiale. Pertanto, il desiderio di promuovere la cooperazione economica regionale divenne un'esigenza strategica per poter competere con altri poli economici emergenti.

2.2 Evoluzione dell'ASEAN

Nel periodo compreso tra la sua fondazione (1967) e l'inizio degli anni '70, l'ASEAN ha consolidato i propri meccanismi di coordinamento e ha sviluppato i principi su cui fondare la cooperazione regionale.

Nel 1968 fu sottoscritto il Protocollo di Bangkok che mirava a facilitare lo scambio di beni tra i paesi dell'associazione attraverso la riduzione graduale dei dazi.

A partire dal 1974-1975, l'ASEAN allargò i propri orizzonti politici ed economici con l'adesione di tre nuovi membri: Vietnam, Laos e Cambogia. Tale allargamento rappresentava una tappa storica importante per l'associazione poiché consentiva di includere anche le nazioni ex-comuniste che si stavano avviando verso il processo di apertura economica.

Negli anni '80 e '90, l'ASEAN ha accelerato il processo di integrazione economica con la creazione dell'AFTA nel 1992, progetto ambizioso volto alla costituzione di un'area di libero scambio tra i paesi membri.

La crisi finanziaria asiatica del 1997-1998 ha rappresentato un momento di profonda difficoltà per l'associazione. Tuttavia, questo momento di crisi ha stimolato i paesi membri a rafforzare ulteriormente i meccanismi di coordinamento politico e economico.

2.3 Struttura organizzativa dell'ASEAN

L'ASEAN è strutturato secondo un modello organizzativo ben definito, articolato in diversi organi responsabili di specifiche funzioni:

2.3.1 Summit ASEAN

Il Summit rappresenta l'organo principale e supremo dell'ASEAN. È composto dai capi di stato o di governo dei paesi membri. Il Summit si riunisce ogni anno e rappresenta l'organo decisionale più importante dell'associazione.

Il Summit ha il compito di stabilire le politiche generali e le linee guida per la cooperazione regionale, nonché di risolvere le questioni più importanti che riguardano l'associazione.

2.3.2 Riunione ministeriale

La Riunione Ministeriale (AMM - ASEAN Ministerial Meeting) è composta dai ministri degli esteri dei paesi dell'ASEAN. Tale riunione si svolge almeno due volte l'anno e ha il compito di coordinare l'implementazione delle decisioni prese dal Summit e di gestire gli affari generali dell'associazione.

2.3.3 Comitato permanente

Il Comitato Permanente (ASC - ASEAN Standing Committee) è composto dall'ambasciatore del paese che esercita la presidenza dell'ASEAN in quel determinato anno, dagli ambasciatori degli altri paesi membri presso le Nazioni Unite, e dal Segretario Generale dell'ASEAN.

Il Comitato Permanente ha il compito di coordinare le attività dell'associazione tra un summit e l'altro, di preparare i materiali per le riunioni ministeriali e di assicurare la continuità nelle attività dell'associazione.

2.3.4 Segretariato ASEAN

Il Segretariato ASEAN rappresenta l'organo amministrativo dell'associazione. È presieduto dal Segretario Generale e ha sede a Jakarta, in Indonesia. Il Segretariato supporta le attività di tutti gli altri organi dell'ASEAN e cura la gestione amministrativa dell'associazione.

Il Segretariato è organizzato in diversi dipartimenti specializzati, ognuno responsabile di specifiche aree di cooperazione: economia, politica, funzionale e relazioni esterne.

2.4 Organi settoriali e ulteriori strutture

2.4.1 Comitati settoriali

L'ASEAN ha istituito numerosi comitati settoriali responsabili di specifiche aree di cooperazione. Questi comitati includono argomenti quali l'economia, l'agricoltura, l'industria, i trasporti, la comunicazione e l'ambiente.

2.4.2 Comitato di coordinamento economica

Il Comitato di Coordinamento Economica (ASEAN Economic Coordinators Committee - AECC) è responsabile del coordinamento delle politiche economiche tra i paesi membri. Questo comitato cura l'implementazione dell'AFTA e coordina le politiche commerciali regionali.

2.4.3 Riunione dei viceministri

Le Riunioni dei Viceministri (Senior Officials Meeting - SOM) coinvolgono i viceministri degli esteri di ciascun paese membro. Tali riunioni si svolgono prima delle Riunioni Ministeriali per preparare i documenti e i temi da affrontare.

2.4.4 Uffici nazionali ASEAN

Ogni paese membro ha istituito un Ufficio Nazionale ASEAN responsabile del coordinamento nazionale delle attività dell'associazione, della comunicazione con il Segretariato e della gestione dei rapporti bilaterali tra il paese e l'ASEAN.

2.4.5 Unità Cooperative ASEAN

Sono state istituite Unità Cooperative per coordinare specifici settori di cooperazione, in particolare nel campo dell'economia, dell'ambiente e della sicurezza.

2.4.6 Foro economico ASEAN

Il Foro Economico ASEAN (AEF - ASEAN Economic Forum) riunisce i ministri dell'economia dei paesi dell'ASEAN per discutere questioni economiche di interesse comune e coordinare le politiche commerciali.

2.4.7 Consiglio della comunità ASEAN

Il Consiglio della Comunità ASEAN rappresenta l'organo che supervisiona l'implementazione della visione di lungo termine dell'ASEAN 2025 e successivamente ASEAN 2050, mirando a creare una comunità economica, politica e socio-culturale integrata.

2.4.8 Sezione Cooperazione Economica

Cura la cooperazione nel settore dell'economia, del commercio, dell'industria, dell'energia, dei trasporti, della comunicazione e dell'agricoltura.

Gestisce inoltre il progetto dell'AFTA (ASEAN Free Trade Area) e l'AIA (ASEAN Investment Area).

2.4.9 Sezione Cooperazione Funzionale

Cura la cooperazione nel settore scientifico, tecnologico, ambientale, culturale, sociale, dell'informazione e della prevenzione della tossicodipendenza.

Gestisce anche il recente progetto di cooperazione ed interconnessione universitaria (ASEAN University Network).

2.4.10 Sezione Cooperazione ASEAN e Relazioni Esterne

Assiste il Comitato Permanente ASEAN (ASC) nello svolgimento dei suoi compiti. Svolge inoltre attività di supporto ai vari membri dell'associazione in vista degli incontri sostenuti con i paesi partner di dialogo.

Lo staff che vi lavora (35 persone attualmente) è assunto in base a libero reclutamento senza imposizione di quote nazionali.

2.4.11 Segretario Generale ASEAN

Il Segretario Generale, nominato dal summit ASEAN in base ai meriti e sotto suggerimento dell'AMM, ha il compito di contribuire al coordinamento ed alla implementazione delle politiche, dei progetti e delle attività poste in essere dagli altri organi ASEAN.

Egli è assistito, nello svolgimento delle sue funzioni, da due sottosegretari: al primo compete la materia AFTA e la cooperazione economica, al secondo compete l'area della cooperazione funzionale della cooperazione ASEAN e delle relazioni esterne con i paesi partner di dialogo.

Si è recentemente conferito a tale figura lo status di ministro con mandato di iniziativa, consulenza, coordinamento ed implementazione delle attività ASEAN.

Il Segretario Generale risponde del suo operato di fronte al summit, ai vertici ministeriali ASEAN ed al presidente del Comitato Permanente ASEAN.

Egli, inoltre, presiede le riunioni del suddetto comitato congiuntamente con l'effettivo presidente (ad eccezione della prima e dell'ultima riunione).

2.4.12 Unità AFTA

Istituite nel 1995 le Unità AFTA sono incaricate di garantire il monitoraggio e l'efficienza nell'implementazione dello schema CEPT e di offrire delle soluzioni per gli eventuali problemi applicativi ad esso connessi.

Essi inoltre, essendo presenti a livello governativo e presso il Segretariato ASEAN, agiscono da anello di congiunzione tra i massimi vertici di ciascun paese ed i rispettivi settori privati, accogliendone i quesiti e le eventuali lamentele.